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Se sei un produttore e ritieni di avere dei prodotti interessanti ed in linea coi principi del gruppo, puoi mandare una mail con descrizione ed allegati a:

paolo.rusconi@lillinet.org che provvederà a sottoporre la tua offerta al gruppo.

 

 

Informazioni generali sui GAS

Cos'è un GAS

Il gas è formato da persone che hanno deciso di utilizzare un modo diverso di fare la spesa. La convenienza del supermercato, o la comodità del negozio sotto casa, sono criteri interessanti. Ma molti consumatori hanno capito che i loro acquisti possono avere un significato che va al di là del concetto di merce: possono infatti avere una profonda influenza su tutta la società.I prezzi dei cibi aumentano sempre di più, facciamo sempre più fatica a trovare alimenti non adulterati, a conoscere il percorso che fanno le merci che comperiamo. In una parola: tutto quello che acquistiamo sfugge al nostro controllo. E abbiamo la sensazione di essere delle marionette nelle mani di qualcun altro. Qualcuno che desidera da noi solo i nostri soldi. Non ci offre dunque un servizio, soddisfacendo un nostro bisogno, ma anzi crea bisogni che nessuno di noi sentiva prima, per esempio creando reti commerciali complesse che allontanano il produttore dal consumatore. Noi abbiamo un'arma. Il decreto legislativo 228 del 2001 stabilisce infatti che gli imprenditori agricoli singoli o associati, possano vendere direttamente al dettaglio. Saltando tutta la costosa intermediazione dei vari livelli di distribuzione e trasporto a cui è sottoposto tutto ciò che comperiamo. In pratica, in questo modo, si vengono ad abbattere i costi per ciò che non acquistiamo, ma ci troviamo lo stesso a dover pagare. I Gas sono anche qualcosa di più. Non sono infatti solo dei gruppi di persone che si limitano a fare la spesa insieme per risparmiare qualche soldo. In questi anni ci siamo accorti che il fare la spesa può essere un'azione forte, decisiva, che modifica e incide in alcune scelte e, soprattutto, può influenzare il mercato. Il gruppo di acquisto dunque, diventa solidale perché decide di non fare una spesa basata solo su costi e bontà, ma su altri criteri. Il primo è la solidarietà con i produttori: abbattendo le catene di distribuzione, e stabilendo un contatto diretto tra produttore e consumatore,  si consente a chi acquista di risparmiare, ma soprattutto si permette all'agricoltore di guadagnare di più. Si può scegliere poi di rivolgersi a persone che producono con criteri differenti da quelli che soddisfano la grande distribuzione. Piccoli proprietari, agricoltori biologici, agricoltori che coltivano vecchie varietà. Questi prodotti di solito non raggiungono i negozi. Le grandi distribuzioni hanno bisogno di grandi numeri. E per soddisfare un numero più ampio possibile di persone, hanno bisogno di offrire qualcosa che incontri il gusto della media delle persone. E per questo motivo è meglio qualcosa di mediocre, piuttosto che qualcosa di particolare. La solidarietà è anche all'interno del gruppo solidale stesso. Nello schema classico della distribuzione c'è un commerciante che gestisce un ordine, un negozio, un magazzino, e fa una serie di offerte che devono soddisfare criteri economici di profitto. Dall'altra parte c'è un cliente che segue criteri economici contrapposti, ma che delega al commerciante le scelte di approvvigionamento. In un gruppo di acquisto invece non ci sono commercianti e clienti. Tutti i membri del gruppo, a rotazione, si occupano di tutto quello che può servire a gestire gli acquisti: i conti della spesa, la valutazione della correttezza dei prezzi, l'organizzazione della spedizione delle merci, la distribuzione all'interno del gruppo, e anche le eventuali critiche nel caso qualcosa non raggiunga la qualità desiderata.

Storia dei GAS

Risalgono agli anni ottanta i primi boicottaggi dei prodotti alimentari e artigianali fabbricati dai colossi multinazionali: Del Monte per l'ananas e le banane, Nestlé per il latte in polvere e la cioccolata, Nike per i palloni da calcio. E in generale in questo periodo nasce l'idea di un consumo critico, capace sia di fare leva sul comportamento delle grandi industrie, ma anche di consentire un agire politico a partire dai gesti quotidiani. I gruppi d’acquisto solidali veri e propri nascono però in Italia nel 1994, con la formazione del primo gruppo a Fidenza, seguito a breve da  quello di Reggio Emilia: nell’arco di poco tempo, i gruppi si creano in  quasi tutte le province italiane, grazie a esperienze di successo e a un crescente interesse da parte della gente, ormai semprepiù sensibile all'invadenza della grande distribuzione. I "Gruppi di Acquisto Solidale"nascono in risposta e in contrapposizione alla logica mercantile della grande distribuzione cercando, anche per chi vive in città, di restituire un volto, una storia, una relazione tra chi produce il cibo quotidiano e chi lo compra. Nello stesso periodo si diffonde in Italia l'operazione "Bilanci di Giustizia", lanciata a fine '93, che chiede alle famiglie di verificare sul bilancio famigliare l'incidenza delle loro modifiche allo stile di vita.Dove possibile, le famiglie si ritrovano in gruppo nel quale affrontano temi di interesse comune e si organizzano per praticare comportamenti equi nella loro zona. Spesso i gruppi dei Bilanci di Giustizia praticano gli acquisti collettivi tra le loro attività. Nel 1996 viene pubblicata dal Centro Nuovo Modello di Sviluppo la "Guida al Consumo Critico", con informazioni sul comportamento delle imprese più grandi per guidare la scelta del consumatore; l'ampio elenco di informazioni documentate sulle multinazionali accelera il senso di disagio verso il sistema economico e la ricerca di alternative. Nel 1997 nasce la rete nazionale dei gruppi d'acquisto (http://www.retegas.org/), allo scopo di collegare tra loro i diversi gruppi, scambiare informazioni sui prodotti e sui produttori, e diffondere l'idea dei gruppi d'acquisto. Da qui in poi i gruppi crescono a poco a poco in ogni città. Alla Fiera "Fa la cosa giusta" tenutasi a Milano nell'edizione del 2008, l'affluenza al banchetto dei gas è stata molto elevata, e in quella occasione i gas milanesi hanno avuto una ulteriore spinta superando la trentina. Il Parlamento italiano, nella formulazione della Legge Finanziaria per il 2008, ha riconosciuto i Gruppi di acquisto solidali (GAS) come «soggetti associativi senza scopo di lucro costituiti al fine di svolgere attività di acquisto collettivo di beni e distribuzione dei medesimi con finalità etiche, di solidarietà sociale e di sostenibilità ambientale».

Cosa leggere

Yunus Muhammad  "Il banchiere dei poveri" - Feltrinelli, 1998

Gianfranco Bologna, Francesco Gesualdi, Fausto Piazza, Andrea Saroldi  "Invito alla sobrietà felice" EMI, 2000

Andrea Saroldi  "Gruppi di Acquisto Solidali" - EMI, 2001 

Centro Nuovo Modello di Sviluppo  "Guida al consumo critico" - EMI, 2003

Andrea Saroldi  "Costruire economie solidali" -  EMI, 2003

Ugo Biggeri, Valeria Pecchioni, Anne Rasch  "Quotidiano responsabile" - EMI, 2004

Mauro Bonaiuti  "Obiettivo decrescita" - EMI, 2004

Francesco Gesualdi  "Sobrietà" -  Feltrinelli, 2005

Lorenzo Valera  "GAS, gruppi di acquisto solidali - Chi sono come si organizzano e con quali sfide si confrontano i gas in Italia" -  Terre di Mezzo,  2005   

Marino Perotta  "Gruppi d'acquisto"  - Edizioni Lavoro,  2005

Felicity Lawrence  "Non c'è sull'etichetta - Quel che mangiamo senza saperlo" - Einaudi, 2005

"Fa la cosa giusta! Milano e Lombardia - Manuale del consumo critico quotidiano " - Terre di Mezzo, 2006

Sabina Calogero "Terra. In campagna un'altra vita è possibile" - Terre di Mezzo, 2007

Bauman Zygmunt  "Homo consumens, lo sciame inquieto dei consumatori e la miseria degli esclusi" - Erikson,  2007

Davide Biolghini  "Il popolo dell'economia solidale - All ricerca di un'altra economia" - EMI, 2007

Patel Raj   "I padroni del cibo" - Feltrinelli serie bianca, 2008

Giada Saint Amour di Chanaz "Cosa mangia il pollo che mangi?" - Arianna Editrice, 2008