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	<title>sociale &#8211; </title>
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	<description>Gruppo di acquisto solidale aperto dei bilancisti di Legnano</description>
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		<title>La TransuManza della Pace</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Feb 2018 06:40:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un viaggio tra teatro, video e racconti: un progetto nato dall&#8217;attrice Roberta Biagiarelli e da Gianni Rigoni Stern per ripartire, grazie all&#8217;allevamento e all&#8217;agricoltura, nella zona di Srebrenica in Bosnia-Erzegovina Domenica 25 febbraio ore 15.00 presso l’auditorium di Rescaldina Saranno presenti gli &#8230; <a class="more-link" href="https://www.gasabile.org/?p=885">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un viaggio tra teatro, video e racconti: un progetto nato dall&#8217;attrice Roberta Biagiarelli e da Gianni Rigoni Stern per ripartire, grazie all&#8217;allevamento e all&#8217;agricoltura, nella zona di Srebrenica in Bosnia-Erzegovina</strong></p>
<p><a href="https://www.gasabile.org/wp-content/uploads/2018/03/mucca-hd.jpg"><img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-886" src="https://www.gasabile.org/wp-content/uploads/2018/03/mucca-hd-300x200.jpg" alt="mucca-hd" width="300" height="200" srcset="https://www.gasabile.org/wp-content/uploads/2018/03/mucca-hd-300x200.jpg 300w, https://www.gasabile.org/wp-content/uploads/2018/03/mucca-hd-1024x681.jpg 1024w, https://www.gasabile.org/wp-content/uploads/2018/03/mucca-hd-451x300.jpg 451w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>Domenica 25 febbraio ore 15.00 presso l’auditorium di Rescaldina<a href="https://www.gasabile.org/wp-content/uploads/2018/03/mucca-hd.jpg"><br />
</a>Saranno presenti gli autori Roberta Biagiarelli e Gianni Rigoni Stern<br />
<u>Evento gratuito</u>, con il patrocinio del Comune di Rescaldina<br />
Gasabile, gruppo d’acquisto solidale del legnanese, organizza la proiezione del road movie ‘La TransuManza della Pace’, il racconto di un viaggio di solidarietà mirato a supportare le comunità della zona di Srebrenica sopravvissute all’assedio che, a vent’anni dalla fine della guerra, ancora oggi necessitano di un sostegno per ripartire.</p>
<p>La TransuManza della Pace è un documentario che ha per protagonisti i paesaggi e i pascoli del Trentino e di Suceska nella Municipalità di Srebrenica in Bosnia_Erzegovina, le persone e gli animali che li popolano. Facendo tesoro dell’esperienza maturata negli anni nell’area di Srebrenica, Roberta Biagiarelli ha realizzato un road movie per raccontare il trasferimento e la consegna di quarantotto manze dalla Val Rendena (TN) alle famiglie di Suceska_Srebrenica (Bosnia-Orientale) e gli sviluppi sul territorio.</p>
<p>Un’azione di solidarietà esemplare ed incisiva che prende avvio dalla professionalità e l’esperienza sul campo di Gianni Rigoni Stern per porre rimedio in modo concreto ai danni lasciati dalla guerra e per ripristinare le condizioni di una ripresa del futuro agricolo di quelle comunità bosniache ancora oggi in grande difficoltà, a vent’anni dalla fine della guerra. Il prezioso trasferimento di sapienza legata ai ritmi della terra da un Altopiano italiano, quello di Asiago, verso un Altopiano bosniaco.<br />
Un road movie come caso esemplare di solidarietà diretta ed efficace, per una ri-generazione di valori, di scambi e relazioni positive tra compaesani che vivono in differenti geografie.</p>
<p><strong>Il progetto La TransuManza della Pace (estratto dal sito </strong><a href="http://www.babelia.org/index.php/progetti-14102/transumanza-della-pace.html"><strong>http://www.babelia.org/index.php/progetti-14102/transumanza-della-pace.html</strong></a><strong>) </strong></p>
<p>Il titolo del documentario di Roberta Biagiarelli ha dato il titolo a tutta la ben più ampia ed estesa azione di solidarietà.</p>
<div id="attachment_887" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.gasabile.org/wp-content/uploads/2018/03/roberta-e-gianni.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-887" class="size-medium wp-image-887" src="https://www.gasabile.org/wp-content/uploads/2018/03/roberta-e-gianni-300x200.jpg" alt="Roberta Biagiarelli e Gianni Rigoni Stern" width="300" height="200" srcset="https://www.gasabile.org/wp-content/uploads/2018/03/roberta-e-gianni-300x200.jpg 300w, https://www.gasabile.org/wp-content/uploads/2018/03/roberta-e-gianni-1024x681.jpg 1024w, https://www.gasabile.org/wp-content/uploads/2018/03/roberta-e-gianni-451x300.jpg 451w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-887" class="wp-caption-text">Roberta Biagiarelli e Gianni Rigoni Stern</p></div>
<p>Da più di quindici anni Roberta Biagiarelli orbita attorno a <a href="http://www.balcanicaucaso.org/Dossier/Srebrenica-15-anni-dopo">Srebrenica</a>, umanamente e professionalmente. In questi anni ha incontrato decine, centinaia di persone che si propongono spesso come volontari “per fare qualcosa lì, a Srebrenica… dove vai sempre…”, ma tre anni fa sull’Altopiano di Asiago in provincia di Vicenza, ha conosciuto un volontario speciale, un montanaro di razza: Gianbattista Rigoni Stern, detto Gianni. Gli ha raccontato della “sua” Srebrenica e dei dintorni e ha intuito che insieme potevano ideare e progettare qualcosa di utile e originale insieme. Gianni Rigoni ha messo piede per la prima volta in quei luoghi nell’estate 2009, e, come succede a molti, non se ne è più andato. Per lui è stato come trovare un posto simile a casa sua, in un altro luogo, in un’altra epoca; è stato come scoprire un altro Altopiano di Asiago, come doveva essere alla fine della Prima Guerra Mondiale e si è ammalato di “bosnite”.<br />
Rigoni ha messo immediatamente a disposizione la sua competenza e tenacia da montanaro, acquisita in trent&#8217;anni di lavoro come funzionario presso la Comunità Montana dell’Altopiano dei Sette Comuni di Asiago, con l’obiettivo di trasferire la sua esperienza e conoscenza. La consegna del bestiame è stata la prima tappa di un processo ancora in corso, molto tempo in cui Rigoni Stern ha fatto vari sopralluoghi, accumulato dati, stilato un utile censimento dell’area; nella primavera 2010 ha iniziato a tenere delle lezioni per poter trasmettere alla popolazione, l’esperienza e le tecniche base per poter coltivare e allevare, per colmare quel vuoto di conoscenza lasciato da un’intera generazione che è stata spazzata via dalla guerra. C’è stata molta partecipazione: 50 iscritti, uomini e donne che accorrevano dalle contrade più disperse, donne che facevano anche un’ora di strada a piedi per partecipare alle lezioni, anche perché la condizione posta da Rigoni era che “solo chi avesse frequentato il corso per intero avrebbe avuto diritto a ricevere in dono una vacca.”</p>
<p>E così è stato. Sono state scelte le vacche di razza Rendena perchè sono animali molto idonei alla zona e al clima di Suceska; mucche rustiche adatte sia per la produzione di latte che di carne. Il 1° dicembre 2010 nevicava. Si è andati in Val Rendena, a Caderzone (TN), a ritirare gli animali dagli allevatori trentini: <strong>48 manze e manzette</strong> di età compresa tra i 12 e i 24 mesi, alcune già gravide.</p>
<p>Dopo una sosta degli animali di venti giorni in una stalla per il periodo di quarantena sul confine croato-bosniaco per i dovuti accertamenti, tra il 22 e il 23 <strong>dicembre 2010</strong> le mucche sono state consegnate alle famiglie di Suceska. L’assegnazione è avvenuta per sorteggio tra gli allevatori-contadini che avevano partecipato alle lezioni di Gianni Rigoni.</p>
<p><iframe loading="lazy" width="1280" height="720" src="https://www.youtube.com/embed/qIob-LAc5EY?feature=oembed" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Progetto in sintesi, dal settembre 2009 al dicembre 2016</p>
<p>134 animali consegnati a 80 allevatori interessati e relative famiglie; al momento sono nati 120 nuovi capi femmine. 4 vasche per refrigerare il latte di oltre 35 conferenti. 68 ettari di prato e pascolo recuperati e coltivati a erba medica e mais. Un parco macchine da utilizzare in condivisione. 3 stalle.</p>
<p>Il progetto ha richiesto un finanziamento di oltre 400.000 euro, al quale hanno contribuito la Provincia Autonoma di Trento, la Federazione Autonoma Allevatori, l’Associazione Babelia &amp;C., la Chiesa Evangelica Valdese, e donazioni private.</p>
<p>Gianni Rigoni dedica ancora oggi tempo, energie e generosità a popolazioni geograficamente vicine a noi che hanno vissuto, in un passato molto recente, le atrocità della guerra e l’efferatezza del Genocidio. Perché i processi di democratizzazione e rieducazione sono lunghi, ma necessari.</p>
<p>Roberta Biagiarelli e Gianni Rigoni Stern continuano a portare la loro testimonianza su come è nata l’idea della loro esperienza di solidarietà, quali sono state le difficoltà, gli ostacoli incontrati e i risultati raggiunti, oltre agli sviluppi futuri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Radici nel Fiume: un po’ per gioco e un po’ per passione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2015 13:30:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Produttori]]></category>
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					<description><![CDATA[Ecco il resoconto della visita fatta da Tiziana e Silvia alla cooperativa Radici nel Fiume di Somma Lombardo, per conoscere da vicino le attività di questa realtà sociale con la guida di Paolo Rusconi, uno dei soci storici di Gasabile &#8230; <a class="more-link" href="https://www.gasabile.org/?p=716">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco il resoconto della visita fatta da Tiziana e Silvia alla cooperativa Radici nel Fiume di Somma Lombardo, per conoscere da vicino le attività di questa realtà sociale con la guida di Paolo Rusconi, uno dei soci storici di Gasabile impegnato in questo progetto.</p>
<blockquote><p><em><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-717 size-medium" src="https://www.gasabile.org/wp-content/uploads/2015/04/coopAlto-300x133.jpg" alt="coopAlto" width="300" height="133" srcset="https://www.gasabile.org/wp-content/uploads/2015/04/coopAlto-300x133.jpg 300w, https://www.gasabile.org/wp-content/uploads/2015/04/coopAlto-500x223.jpg 500w, https://www.gasabile.org/wp-content/uploads/2015/04/coopAlto.jpg 540w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Quello che ti accoglie arrivando alla Comunità di Maddalena, sede della cooperativa Sociale Radici nel Fiume ONLUS,  è uno scenario bucolico: una natura serafica e rigogliosa immersa in un silenzio meditativo, vecchie cascine restaurate adagiate sul ruscello, il Ticino che scorre paziente nel suo letto di pietre. Un immagine ben lontana da quelle che erano le origini di questo luogo incantevole: una colonia agricola di brughiera, impervia, inaccessibile e respingente, i cui abitanti erano soprannominati Scavalca boeut, “salta cespugli” perché, oltre che a vivere, non era così facile nemmeno raggiungere questo luogo.<br />
Ora ci accompagna una strada spianata e una bellissima giornata di sole primaverile. Paolo, che lavora in questa realtà coadiuvando le attività della cooperativa, ci racconta la sua storia, la sua missione, ci fa esplorare i luoghi, ci fa mescolare tra le persone che la vivono tutti i giorni.</em></p>
<p><em>La cooperativa Radici nel fiume nasce come estensione delle attività dell’ANFFAS, l’Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale,  e della comunità residenziale “Maddalena” gestita dalla sede ANFFAS locale. </em></p>
<p><em>La cascina, che ospita sia la comunità che la cooperativa, è un antico edificio restaurato che fino agli anni ’60 era sede degli alloggi operai manifatturieri e che successivamente è stata poi ceduta all’ANFFAS. </em></p>
<p><em>Se la comunità, che attualmente ospita stabilmente 16 persone con disabilità e senza famiglia e che offre anche un servizio di centro diurno per chi viene da fuori, è una realtà consolidata e storica, l’attività della cooperativa nasce solo <a href="https://www.gasabile.org/wp-content/uploads/2015/04/20150327_130618-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-718 size-medium" src="https://www.gasabile.org/wp-content/uploads/2015/04/20150327_130618-1-300x225.jpg" alt="20150327_130618 (1)" width="300" height="225" srcset="https://www.gasabile.org/wp-content/uploads/2015/04/20150327_130618-1-300x225.jpg 300w, https://www.gasabile.org/wp-content/uploads/2015/04/20150327_130618-1-1024x768.jpg 1024w, https://www.gasabile.org/wp-content/uploads/2015/04/20150327_130618-1-400x300.jpg 400w, https://www.gasabile.org/wp-content/uploads/2015/04/20150327_130618-1.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>dieci anni fa. “Tutto è nato un po’ per gioco” ci spiega Paolo “avevamo un piccolo orto, degli alberi da frutto e abbiamo iniziato a produrre conserve con quello che la natura ci offriva. Quella che era un’attività marginale è diventata poi un progetto di cooperativa di tipo B, che ora dà lavoro a dieci persone di cui 4 svantaggiate (2 sono residenti, mentre gli altri vengono dall’esterno)”.</em></p>
<p><em>Le attività della cooperativa e della comunità sono formalmente separate, ma si intrecciano nei loro intenti ed obiettivi, abbracciando la filosofia di avvicinare le persone per creare un senso di comunità e integrazione, un posto aperto a tutti che promuove l’incontro e la solidarietà.</em></p>
<p><em><a href="https://www.gasabile.org/wp-content/uploads/2015/04/20150327_130630.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-719" src="https://www.gasabile.org/wp-content/uploads/2015/04/20150327_130630-225x300.jpg" alt="20150327_130630" width="225" height="300" srcset="https://www.gasabile.org/wp-content/uploads/2015/04/20150327_130630-225x300.jpg 225w, https://www.gasabile.org/wp-content/uploads/2015/04/20150327_130630-768x1024.jpg 768w, https://www.gasabile.org/wp-content/uploads/2015/04/20150327_130630.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a>Dal frutto del lavoro della cooperativa nascono diversi trasformati alimentari (liquori, conserve, marmellate ecc) che partono da materie prime biologiche e la cui la stessa trasformazione è garantita bio. “Oltre ad essere biologici, sono anche sani. Ad esempio le marmellate sono prodotte con una bassa quantità di zucchero idi canna biologico dal commercio equo e solidale. Le ricette? Sono nate dal nostro estro e dalle nostre sperimentazioni culinarie” puntualizza Paolo con una punta di orgoglio.</em></p>
<p><em>Oltre all’alimentare,  anche graziosi manufatti di ceramica e produzioni artigianali in carta naturale, che esprimono la creatività e la passione delle persone che li creano. Con l’arrivo della bella stagione, la cooperativa e la meravigliosa cornice del Parco del Ticino, si animano in occasione di diverse attività ed eventi organizzate da Radici nel Fiume, come ad esempio la festa di “Buono e Giusto”, attraverso le quali si intende promuovere uno stile di vita solidale, sostenibile e aggregativo.</em></p>
<p><em>Si perde facilmente la cognizione del tempo in questo luogo che sembra un po’ fuori dal mondo, dopo un pranzo veloce in compagnia degli amici della comunità e della cooperativa e una lunga chiacchierata con Paolo, è tempo di salutarci, portando a casa una piacevole esperienza e un po’ della pace di questa località.</em></p></blockquote>
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