Film: Un paese di Calabria

Domenica 18 marzo alle ore 21, il cinema Lux di Busto Arsizio ospiterà il terzo film
della nostra rassegna cinematografica ‘Le loro storie, la nostra storia: al cinema con Gasabile’

UN PAESE DI CALABRIA. Regia di Shu Aiello e Catherine Catella. Durata 90′,
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Riace: un paese da cui i giovani sono fuggiti per costruire altrove il loro futuro, lasciando dietro di sé case abbandonate e un paese di vecchi. Destinato a morire? Forse no. Perché intanto ondate i migranti in fuga dalla guerra e dalla povertà hanno iniziato ad approdare sulle coste calabresi e quegli sbarchi, che tanti vedono come un pericolo, sono diventati per Riace la speranza di una rinascita.
La storia di un’amministrazione e di una cittadinanza che hanno saputo guardare lontano, facendo dell’accoglienza e dell’integrazione una missione. Un racconto fatto di persone, di vite trapiantate e devozione popolare, impegno politico e lotta alla ‘ndrangheta. La cronaca di una trasformazione coraggiosa guidata da un principio: nessuno si salva da solo.

 

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Un gran successo per la TransuManza della Pace

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Un sentito ringraziamento a tutte le persone che domenica scorsa hanno riempito l’Auditorium di Rescaldina! Il racconto del progetto “La TransuManza della Pace” attraverso i racconti e la testimonianza di Gianni Rigoni Stern e l’intenso monologo della bravissima Roberta Biagiarelli hanno commosso e coinvolto tutti.

E’ stata una giornata davvero intensa per tutta la squadra di gasisti che si è occupata dell’organizzazione di questo evento. E vogliamo condividerla con questa tragicomica sintesi. La Transumansia – racconto semiserio di un evento straordinario

Alcune immagini.

 

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La TransuManza della Pace

Un viaggio tra teatro, video e racconti: un progetto nato dall’attrice Roberta Biagiarelli e da Gianni Rigoni Stern per ripartire, grazie all’allevamento e all’agricoltura, nella zona di Srebrenica in Bosnia-Erzegovina

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Domenica 25 febbraio ore 15.00 presso l’auditorium di Rescaldina
Saranno presenti gli autori Roberta Biagiarelli e Gianni Rigoni Stern
Evento gratuito, con il patrocinio del Comune di Rescaldina
Gasabile, gruppo d’acquisto solidale del legnanese, organizza la proiezione del road movie ‘La TransuManza della Pace’, il racconto di un viaggio di solidarietà mirato a supportare le comunità della zona di Srebrenica sopravvissute all’assedio che, a vent’anni dalla fine della guerra, ancora oggi necessitano di un sostegno per ripartire.

La TransuManza della Pace è un documentario che ha per protagonisti i paesaggi e i pascoli del Trentino e di Suceska nella Municipalità di Srebrenica in Bosnia_Erzegovina, le persone e gli animali che li popolano. Facendo tesoro dell’esperienza maturata negli anni nell’area di Srebrenica, Roberta Biagiarelli ha realizzato un road movie per raccontare il trasferimento e la consegna di quarantotto manze dalla Val Rendena (TN) alle famiglie di Suceska_Srebrenica (Bosnia-Orientale) e gli sviluppi sul territorio.

Un’azione di solidarietà esemplare ed incisiva che prende avvio dalla professionalità e l’esperienza sul campo di Gianni Rigoni Stern per porre rimedio in modo concreto ai danni lasciati dalla guerra e per ripristinare le condizioni di una ripresa del futuro agricolo di quelle comunità bosniache ancora oggi in grande difficoltà, a vent’anni dalla fine della guerra. Il prezioso trasferimento di sapienza legata ai ritmi della terra da un Altopiano italiano, quello di Asiago, verso un Altopiano bosniaco.
Un road movie come caso esemplare di solidarietà diretta ed efficace, per una ri-generazione di valori, di scambi e relazioni positive tra compaesani che vivono in differenti geografie.

Il progetto La TransuManza della Pace (estratto dal sito http://www.babelia.org/index.php/progetti-14102/transumanza-della-pace.html)

Il titolo del documentario di Roberta Biagiarelli ha dato il titolo a tutta la ben più ampia ed estesa azione di solidarietà.

Roberta Biagiarelli e Gianni Rigoni Stern

Roberta Biagiarelli e Gianni Rigoni Stern

Da più di quindici anni Roberta Biagiarelli orbita attorno a Srebrenica, umanamente e professionalmente. In questi anni ha incontrato decine, centinaia di persone che si propongono spesso come volontari “per fare qualcosa lì, a Srebrenica… dove vai sempre…”, ma tre anni fa sull’Altopiano di Asiago in provincia di Vicenza, ha conosciuto un volontario speciale, un montanaro di razza: Gianbattista Rigoni Stern, detto Gianni. Gli ha raccontato della “sua” Srebrenica e dei dintorni e ha intuito che insieme potevano ideare e progettare qualcosa di utile e originale insieme. Gianni Rigoni ha messo piede per la prima volta in quei luoghi nell’estate 2009, e, come succede a molti, non se ne è più andato. Per lui è stato come trovare un posto simile a casa sua, in un altro luogo, in un’altra epoca; è stato come scoprire un altro Altopiano di Asiago, come doveva essere alla fine della Prima Guerra Mondiale e si è ammalato di “bosnite”.
Rigoni ha messo immediatamente a disposizione la sua competenza e tenacia da montanaro, acquisita in trent’anni di lavoro come funzionario presso la Comunità Montana dell’Altopiano dei Sette Comuni di Asiago, con l’obiettivo di trasferire la sua esperienza e conoscenza. La consegna del bestiame è stata la prima tappa di un processo ancora in corso, molto tempo in cui Rigoni Stern ha fatto vari sopralluoghi, accumulato dati, stilato un utile censimento dell’area; nella primavera 2010 ha iniziato a tenere delle lezioni per poter trasmettere alla popolazione, l’esperienza e le tecniche base per poter coltivare e allevare, per colmare quel vuoto di conoscenza lasciato da un’intera generazione che è stata spazzata via dalla guerra. C’è stata molta partecipazione: 50 iscritti, uomini e donne che accorrevano dalle contrade più disperse, donne che facevano anche un’ora di strada a piedi per partecipare alle lezioni, anche perché la condizione posta da Rigoni era che “solo chi avesse frequentato il corso per intero avrebbe avuto diritto a ricevere in dono una vacca.”

E così è stato. Sono state scelte le vacche di razza Rendena perchè sono animali molto idonei alla zona e al clima di Suceska; mucche rustiche adatte sia per la produzione di latte che di carne. Il 1° dicembre 2010 nevicava. Si è andati in Val Rendena, a Caderzone (TN), a ritirare gli animali dagli allevatori trentini: 48 manze e manzette di età compresa tra i 12 e i 24 mesi, alcune già gravide.

Dopo una sosta degli animali di venti giorni in una stalla per il periodo di quarantena sul confine croato-bosniaco per i dovuti accertamenti, tra il 22 e il 23 dicembre 2010 le mucche sono state consegnate alle famiglie di Suceska. L’assegnazione è avvenuta per sorteggio tra gli allevatori-contadini che avevano partecipato alle lezioni di Gianni Rigoni.

Progetto in sintesi, dal settembre 2009 al dicembre 2016

134 animali consegnati a 80 allevatori interessati e relative famiglie; al momento sono nati 120 nuovi capi femmine. 4 vasche per refrigerare il latte di oltre 35 conferenti. 68 ettari di prato e pascolo recuperati e coltivati a erba medica e mais. Un parco macchine da utilizzare in condivisione. 3 stalle.

Il progetto ha richiesto un finanziamento di oltre 400.000 euro, al quale hanno contribuito la Provincia Autonoma di Trento, la Federazione Autonoma Allevatori, l’Associazione Babelia &C., la Chiesa Evangelica Valdese, e donazioni private.

Gianni Rigoni dedica ancora oggi tempo, energie e generosità a popolazioni geograficamente vicine a noi che hanno vissuto, in un passato molto recente, le atrocità della guerra e l’efferatezza del Genocidio. Perché i processi di democratizzazione e rieducazione sono lunghi, ma necessari.

Roberta Biagiarelli e Gianni Rigoni Stern continuano a portare la loro testimonianza su come è nata l’idea della loro esperienza di solidarietà, quali sono state le difficoltà, gli ostacoli incontrati e i risultati raggiunti, oltre agli sviluppi futuri.

 

 

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Bio, togliamolo dalla credenza. Il biologico raccontato da chi lo fa

 

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Gasabile organizza una serata formativa sul BIOLOGICO raccontato direttamente da chi lo produce, sfatando miti e pregiudizi.

c/o Circolo Fratellanza e Pace (Circolone) di Legnano, via s. Bernardino 12

Giovedì 23 novembre, ore 21.00 – Ingresso libero

I prodotti biologici incontrano sempre più il favore dei consumatori italiani. Secondo gli ultimi dati Nielsen (marzo 2017) il biologico è cresciuto del 19,7% rispetto all’anno precedente: possiamo essere strenui sostenitori della pratica produttiva che “salverà il mondo e ci farà vivere sani più a lungo”, o accaniti detrattori di un settore di mercato “per ricchi radical chic un po’ creduloni”, ma quanto ne sappiamo davvero di colture e allevamenti biologici? Con la serata “Bio, togliamolo dalla credenza” Gasabile vuole offrire un racconto onesto della produzione biologica, facendo tesoro dell’esperienza diretta di chi lo produce e lo segue da vicino.

Tecnici d’eccezione con pratica ventennale nel settore parteciperanno all’incontro:
Rossella Arnone, consulente per aziende agricole e zootecniche biologiche, già ispettore per conto di Bioagricert (organismo di controllo),
Marco Zafferoni, consulente per aziende agricole e zootecniche biologiche, nonché responsabile Molino e Riseria Masinari (Mede) e responsabile Azienda agricola La Bertolina, storica azienda biologica cerealicola con allevamento di bovini da carne limousine.
Roberto Cavallerano, ispettore e referente regione Lombardia per Bioagricert.

Produttori biologici attivi nel nostro territorio saranno a disposizione dei partecipanti per rispondere a qualsiasi curiosità.

 

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Doppio evento sul consumo di suolo

Gasabile propone una riflessione sul consumo di suolo
con il monologo tragicomico “Cemento e l’eroica vendetta del letame”,
e la mostra fotografica
“L’incompiuto consolidato – paesaggi urbani tra milano e varese”.

Auditorium Comunale di Rescaldina, via Matteotti 4
Spettacolo: sabato 11 marzo ore 20,40 – Ingresso: 5 €
Mostra: sabato 11 marzo ore 21,45 – domenica 12 marzo ore 10-12/14-18

locandina dell'evento

Da un’idea di Gasabile, con la collaborazione del circolo fotografico Circolo87 e il sostegno della cooperativa Aequos, l’iniziativa gode del patrocinio del Comune di Rescaldina

Legnano, 27 febbraio 2017 – Il suolo è un bene prezioso, e dobbiamo ricordare che è una risorsa limitata e non rinnovabile.

Il suolo è innanzitutto cibo, ma una volta cementificato un terreno agricolo smetterà per sempre di essere fertile. Il suolo è bellezza, ma l’antropizzazione eccessiva, con grandi opere di dubbia utilità, continua a fare scempio del paesaggio e del nostro diritto di poterne godere. Il suolo è casa, un luogo sicuro, ma l’urbanizzazione scellerata ha causato dilavamento ed erosione, con conseguente rischio idrogeologico per l’intero ecosistema.

Questa la premessa che ha ispirato l’evento di Gasabile, un’occasione per osservare da vicino un tema di grande attualità nel nostro territorio. E ha voluto farlo in due modi: strappando un sorriso ai presenti, e scattando immagini del nostro quotidiano.

Gasabile ha quindi invitato la compagnia Teatri Reagenti a portare a Rescaldina lo spettacolo teatrale “Cemento e l’eroica vendetta del letame”, divertente monologo interpretato da Carlo Ponta, scritto da Massimo Donati e Alessandra Nocilla e diretto da Eva Martucci.  Lo spettacolo ha l’obiettivo di far crescere nel pubblico una maggior consapevolezza sul tema del consumo di suolo, con ironia e buon umore, attraverso un discorso a tratti comico. L’obiettivo del progetto teatrale è la promozione nella cittadinanza di una cultura del suolo libero inteso come risorsa imprescindibile e come bene da preservare, in una chiave strategica per l’economia e per la qualità della vita.

Dopo lo spettacolo, e domenica 12 marzo, sarà possibile visitare la mostra fotografica “L’incompiuto consolidato – paesaggi urbani tra milano e varese*”, ideata e realizzata da Gasabile con la collaborazione del circolo fotografico di San Vittore Olona Circolo87. Hanno partecipato al contest alcuni gasisti di Gasabile e i soci di Circolo87. La mostra si compone di circa 20 scatti, testimonianze di degrado urbano quotidianamente sotto i nostri occhi.

La mostra ha una vocazione itinerante, e sarà ospitata in altri spazi dell’Alto Milanese.

Per avere aggiornamenti sulle prossime sedi o per ospitare la mostra, scrivete a [email protected]

 

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Gasabile promuove la visione di Unlearning, un invito gentile alla disobbedienza

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Regia: Lucio Basadonne
Documentario 2015 – 73 minuti
Lunedì 15 febbraio ore 21
Al Cinema Lux di Sacconago (VA), piazza san Donato 5.
Ingresso: 6 euro

Reduce dal successo dei maggiori festival di documentario Italiani (Premio Marcellino de Baggis, Terra di Tutti Film Festival, GENOVA FILM FESTIVAL, Versus Film Festival, Cinemambiente Torino) Unlearning arriva a Sacconago, in un’unica, speciale, proiezione.

Il film racconta il viaggio della famiglia di Lucio, regista televisivo stanco di format ripetitivi, Anna, insegnante in aspettativa, e Gaia, una bambina di 5 anni in balia degli eventi. Sei mesi di viaggio attraverso ecovillaggi, comunità, famiglie itineranti per conoscere la storia di persone che hanno avuto il coraggio di cambiare radicalmente il proprio stile di vita. In ogni tappa hanno incontrato bambini, nuovi modelli di famiglia, di educazione e di alimentazione, con il comune denominatore di cercare un’esistenza a contatto con la natura e a misura di umanità, oltre che di uomo.

Film manifesto della Sharing Economy e della decrescita felice, Unlearning – “disimparare” – è il concetto chiave delle trasformazioni socio-economiche che stanno investendo il mondo intero. Per realizzare il progetto la famiglia ha usato il baratto scambiando competenze, casa, oggetti e tempo… Senza un’autovettura a disposizione hanno dovuto arrangiarsi con il carpooling, percorrendo così oltre 5000 Km in compagnia di sconosciuti; hanno vissuto ogni nuovo incontro come una possibilità, imparando a lasciare a casa paranoie, retaggi culturali imposti, prestandosi a dare una mano nei modi più disparati per ottenere vitto e alloggio: dallo zappare la terra al vendere zucchero filato, vivendo ogni occasione per crescere come famiglia, per capire davvero cosa conti in una squadra per definirsi tale. Un documentario sulla fiducia, su un’Italia di uomini, donne e bambini che, all’omologazione, hanno risposto facendo della propria esistenza un inno alla diversità per aprirsi al cambiamento.

Per prenotare il proprio biglietto: http://www.movieday.it/event/event_details?event_id=214

Per ulteriori informazioni sul film: http://www.unlearning.it/

 

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Gasabile fa festa a Impatto Zero

Per la festa di Gasabile, quest’anno siamo stati accolti dagli amici della Contrada Baggina di Canegrate, che hanno partecipato alla cena condividendo la loro bellissima struttura.

Per divertirci e allo stesso tempo mantenere alta l’attenzione sul tema della sostenibilità ambientale, abbiamo deciso di organizzare una FESTA ECOSOSTENIBILE adottando tutti quegli accorgimenti utili a produrre meno rifiuti e inquinamento possibili; queste le indicazioni di massima che ci siamo dati

  • Car sharing: condivisione dei mezzi di trasporto per ridurre il numero di auto
  • Divieto assoluto di portare piatti, bicchieri e posate del tipo usa e getta
  • Portare bevande in bottiglie di vetro.
  • Bere acqua rigorosamente del sindaco, servita in caraffe di vetro o plastica rigida riutilizzabile.
  • Portare tovaglioli e tovaglie in stoffa
  • Nella preparazione dei piatti da condividere, scelta di prodotti a km 0 e senza imballaggi

A fine festa abbiamo pesato i rifiuti prodotti, e questo è l’importante risultato ottenuto, che fa riflettere su quanto il mondo potrebbe migliorare se tutti facessimo più attenzione:
4,23   gr. procapite  per l’indifferenziata,
5,8     gr. procapite  per la plastica,
1,2     gr. per la carta,

Quanto all’umido prodotto, è stato dato a una coppia di gasisti per nutrire le loro galline, si trasformerà quindi in fertilizzante organico.

Non male eh?

ecco alcune foto della nostra festa

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Gasabile in cucina: pronti per nuove ricette?

Le fragranti crostatine di Liliana e Daniele

Le fragranti crostatine di Liliana e Daniele

Si avvicina l’estate e le cassette di frutta e di verdura del nostro Gas si riempiono dei colori vivaci delle primizie che la bella stagione inizia ad offrirci con generosità.

Profumi e colori che ispirano e stimolano

Gli spaghetti all'ortica con  melanzane, tonno e pomodorini di Prisca

Gli spaghetti all’ortica con melanzane, tonno e pomodorini di Prisca

l’estro culinario dei nostri soci, che anche in

questa edizione di Gasabile in Cucina si sono sfidati a suon di ricette, una più gustosa dell’altra.

Impresa ardua per la nostra giuria, chiamata a pronunciarsi sul piatto più buono. Questa volta i vincitori sono ben due, a pari merito. Ci ha conquistato il tenero duo in cucina di Daniele e della piccola Liliana, che hanno proposto delle fragranti crostatine con una base arricchita di mandorle.

Una ricetta facile e veloce e della nostra tradizione, quella proposta da Stefania

Una ricetta facile e veloce e della nostra tradizione, quella proposta da Stefania

Dividono il podio gli spaghetti all’ortica con tonno, melanzane e pomodorini della nostra Prisca, una ricetta che fa già estate, un primo piatto ricco e gustoso.

Sempre da Prisca arriva la ricetta dell’hummus, fresco e dal sapore d’Oriente.

E che dire delle fave e pecorino proposte da Stefania? Una ricetta facile e veloce, che attinge alla nostra tradizione.

L’accoppiata Laura e Matte ci ha proposto

Una vera golosità la torta di carote di Laura e Matte, accompagnata dal gelato

Una vera golosità la torta di carote di Laura e Matte, accompagnata dal gelato

infine una golossima torta alle carote, accompagnata dal meraviglioso gelato di Luca. Come resistere?

Qual è invece la vostra ricetta preferita? Cosa amate cucinare con l’avvicinarsi della calda stagione? Raccontateci la vostra!

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Antonella e le magie del lievito madre

Farina di qualità, giusto livello di idratazione, lievito madre vitale e tempi di lievitazione lunghi sono requisiti fondamentali per avere un risultato eccellente e sano

Le colombe di Antonella, anche dette "maledetti uccellacci"

Le colombe di Antonella, anche dette “maledetti uccellacci”

Chi non conosce le delizie di Antonella Lizzeri? Abbiamo avuto modo di assaggiare i suoi lievitati, dolci e salati, che ha generosamente condiviso in diverse occasioni sociali di Gasabile: dal panettone ai torcetti al cardamomo, dalla pizza al meraviglioso casatiello vegetariano che ancora popola i sogni di chi scrive. E quanto vorremmo godere dei manicaretti che sforna quasi quotidianamente, dei quali pubblica foto di passaggi, procedimenti e risultati sulla sua pagina Facebook. Un piacere per gli occhi, una sicura promessa di bontà.
Tutto rigorosamente fatto con la pasta madre.

Ma da cosa nasce tanto talento? Me lo sono fatta raccontare il pomeriggio in cui Antonella mi ha fatto un grande regalo: abbiamo impastato insieme le mie prime brioches.

Antonella al lavoro

Antonella al lavoro

La passione di Antonella ha origini lontane, dal pane di semola, che ha il sapore e il profumo di casa, della sua amata Sardegna, di infanzia.
Tutto ha inizio con una bimba di tre anni che trascorre le vacanze nella casa dei nonni, la grande villa immersa nella pineta di Marina di Sorso, di cui sono custodi.
La nonna Antonietta, che un giorno a settimana si alza all’alba per impastare il pane, che poi verrà cotto nel forno a legna: una festa irrinunciabile per la piccola Antonella. Quel giorno, “il giorno del pane”, è per lei talmente speciale che riesce ad avvertirlo nell’aria, anche se non è mai lo stesso, anche se la nonna evita di dirglielo perché sono orari poco compatibili con una bimba in così tenera età: tutte le volte la nonna se la ritrova davanti, alle prime ore del mattino, seduta sul divano ad aspettarla. Io riesco a vederle, quelle manine immerse nella farina, poi l’acqua, il lievito e il sale. Che gioco meraviglioso, fare il pane con la nonna.

Poi Antonella cresce, si trasferisce “nel Continente” per studiare e lavorare, ed è con la nascita della sua famiglia che torna al grande amore per il pane fatto in casa, per il desiderio di nutrire i suoi cari con del cibo naturale e sano, ma soprattutto realizzato con le sue mani.
Ai tempi il lievito madre non era ancora in auge e gli stessi panificatori non lo conoscevano né potevano dare consigli su come utilizzarlo; per cui per i primi esperimenti ha incredibilmente utilizzato il lievito di birra e dei preparati industriali per il pane.

Antonella parla di pasta madre con alcuni visitatori della giornata del verde pulito a Casorezzo

Antonella parla di pasta madre con alcuni visitatori della giornata del verde pulito a Casorezzo

Fortunatamente per noi non si è accontentata. Ha studiato, si è documentata, ha fatto pratica fino a ritrovare gli antichi gesti e il lievito madre che utilizzava la nonna Antonietta, sebbene non proprio lo stesso. La tradizione continua quindi anche tramite lei, che con gentilezza e disponibilità condivide il suo sapere con chi abbia voglia di conoscere le virtù della pasta madre.

Nella sua formazione, cita tre letture che l’hanno particolarmente colpita e ispirata: “Pane e roba dolce” delle sorelle Simili, Margherita e Valeria, due signore bolognesi che con i loro corsi in tutta Italia hanno tramandato la passione per la buona cucina e il pane di lievito madre cotto nel forno a legna. Anni fa, quando il lievito madre non era una moda, l’unica fonte di informazione sui lievitati con pasta madre erano le sorelle Simili, per cui i primi esperimenti li ha condotti seguendo le loro indicazioni.
Chad Robertson, autore di “Tartine bread”, un panettiere surfista californiano che ha trascorso diversi anni in Francia, dove ha acquisito le tipiche tecniche di panificazione con tempi lunghi e grande idratazione. Da qui ha poi sviluppato il suo metodo di panificazione, che l’ha reso noto nel mondo con il “tartine bread”, pane di farine biologiche molto idratato lavorato con le pieghe.
Recentemente ha scoperto la filosofia di panificazione di Nicolas Supiot, il contadino mugnaio panificatore, che per il suo pane utilizza solo grani antichi da lui stesso coltivati in modo sinergico. Il pane è per antonomasia vita, e la farina che lo ha prodotto porta inscritta una storia: quella del cereale, ma prima ancora della terra in cui è stato coltivato e della saggezza di un mugnaio che lo ha sapientemente macinato.

Per chi avesse voglia di seguire le sperimentazioni di Antonella, questa è la sua pagina Facebook.

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9 miliardi di posti a tavola

Eccoci al secondo appuntamento con la rubrica dedicata alle recensioni dei libri, a cura della nostra Redazione. Questa volta è tempo di “9 miliardi di posti a tavola: la nuova geopolitica della scarsità di cibo” di Lester R. Brown, una lettura che vuole richiamare l’attenzione sulla grave emergenza della crisi alimentare.

EDA_132*185_capitolo_2livelliAlla popolazione mondiale si aggiunge, ogni anno, un nuovo drappello di 80 milioni di commensali. Nel frattempo la temperatura del pianeta è in lento ma costante aumento, il livello dei mari cresce, l’erosione dei suoli si aggrava, l’acqua nelle falde si riduce e le rese dei cereali hanno raggiunto il loro limite. Il suolo coltivabile e il cibo sono ormai definitivamente considerati beni strategici, proprio come l’oro o il petrolio.

Ma come si sta affrontando questo scenario?
Foreste brasiliane spianate per coltivare soia che servirà ad ingrassare maiali cinesi. Ghiacciai tibetani in via di scioglimento che andranno a causare l’aumento dei prezzi nei supermercati statunitensi. Contadini africani sfrattati per far posto a distese di Jatropha e palme da olio che serviranno da carburante per macchine europee. A mettere puntualmente in fila dati e fatti, si scopre che gli umani sono ancora più pazzi e incoscienti di quel che si poteva supporre.

Quarant’anni dopo lo storico Rapporto al Club di Roma (The Limits to Growth, 1972), Lester Brown propone un nuovo, assolutamente impressionante punto della situazione sui limiti dello sviluppo. Utilissimo per farsi un quadro completo e aggiornato dei problemi e delle prospettive (prospettive?) e per confermare che il capitalismo -“Business as Usual” folle e contro Natura- andrebbe perseguito per legge.

Qualcuno di voi ha letto questo libro? Che cosa ne pensate? Il dibattito è aperto!

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